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10 consigli per mantenere e fidelizzare gli utenti della tua app

Nei post precedenti abbiamo già stabilito che il grande rischio di molte applicazioni è quello di trasformarsi in zombie ancora prima di nascere. Convincere gli utenti a scaricare una app è già una sfida, ma far sì che continuino a usarla lo è ancora di più. Diverse ricerche sul tasso di disinstallazione che analizzeremo in questa sede, confermano il tutto. Per concludere l’analisi, vi daremo consigli utili per ridurre questo rischio, fidelizzare l’utente, ottenere una app visibile.

L’ultimo report della prestigiosa agenzia di mobile marketing Appboy (New York) illustra un quadro esaustivo delle tendenze d’uso divise per tipo di applicazione e non lascia ombra di dubbio. Al download di una app segue spesso un silenzio assordante, perché la maggior parte degli utenti non la riapre più, neanche il giorno dopo. I 4 dati più significativi delle ultime statistiche in merito evidenziano che:

  • Meno del 25% degli utenti riapre una app il giorno dopo averla scaricata, percentuale che scende fino al 10% nella settimana successiva.
  • I giochi per smartphone sono quelli che riscuotono più successo nel numero di riaperture il giorno dopo l’installazione, toccando quasi il 40% di ritorni.
  • Nella maggior parte dei casi, le app per Android hanno un tasso di conservazione più alto delle loro omologhe per iOS. Le sole eccezioni sono le applicazioni social e di messaggistica, in cui iOS sorpassa Android, e quelle legate a media e intrattenimento, che rivelano una dinamica simile dopo la prima settimana.

 

Come se non bastasse, visti i problemi di memoria che tormentano molti utenti, in rete fioccano i consigli su come disinstallare le app per liberare spazio sui dispositivi. In definitiva, queste ricerche confermano che la sfida di far scaricare una app da Google Play e App Store non è che il primo passo, perché una volta sullo smartphone troverà più di una minaccia ad attenderla. Per sfuggire a questi meccanismi e creare un’applicazione attiva e il più possibile duratura, condividiamo questi 10 consigli per fidelizzare gli utenti o i clienti, basati sull’esperienza che abbiamo maturato nella gestione di app sia nostre che altrui:

  1. Ispirare fiducia sin dal primo momento. Bisogna predisporre una schermata di benvenuto della app accattivante e facile, chiedere agli utenti solo i dati necessari per la sua fidelizzazione, e allo stesso tempo conquistarne la fiducia. Offrire forti ragioni per ritornare sulla app è la chiave di tutto.
  2. Usabilità e utilità. È fondamentale che l’applicazione abbia un’utilità chiara e precisa e offra un’ottima esperienza d’uso, fatta di pochi semplici passi e simile alle applicazioni che l’utente già conosce.
  3. Interattività. Se il funzionamento della app si basa del tutto o in parte sull’interazione regolare con l’utente, la possibilità di ritorno sarà sensibilmente maggiore. Questo si evince dalle già citate statistiche sui videogiochi per smartphone: l’interattività è l’investimento più proficuo e quello che porterà i maggiori risparmi dopo il lancio.
  4. Notifiche push. Sono il canale diretto fra la app e l’utente, il primo reale strumento di fidelizzazione che possiamo usare per convincerlo del valore della funzione o del servizio proposto e per spiegargli come adoperarlo. Il metodo più semplice ed economico per ottenere un uso regolare dell’applicazione dopo il download.
  5. Comunicazione multicanale. Ma le notifiche push da sole non bastano. La strategia di comunicazione con il cliente o l’utente deve articolarsi su tutti i canali che abbiamo a disposizione per coinvolgerlo: messaggi integrati nella app (notizie, attualità), social network, newsletter, presenza sui media, accordi con gli influencer, ecc. Così facendo si aumenta la frequenza delle visite e si mantiene il ritmo dei download.
  6. Personalizzazione dei messaggi. Gli utenti delle app danno un grande peso alla personalizzazione, soprattutto i giovani: il 90% dei ragazzi tra 18 e 34 anni sono disposti a ricevere messaggi personalizzati, e i marchi che adottano questa strategia segnano un +27% nel tasso di conversione rispetto a quelli che non lo fanno, sottolinea Appboy. È importante fare delle prove e perfezionare i messaggi per poter insistere su quelli che funzionano di più.
  7. Suscitare curiosità negli utenti. Soprattutto nelle applicazioni che funzionano come social network, perché sia l’utenza stessa a invogliare i nuovi arrivati a condividere contenuti o funzionalità.
  8. Aggiornamenti. Una app che funziona e in più rinnova i suoi contenuti o aumenta l’interattività avrà utenti più fedeli e visite più frequenti. È importante comunicare adeguatamente questo aspetto, tramite la descrizione su Google Play e App Store (ad esempio, nei 170 caratteri disponibili per il testo promozionale) o le notifiche, di cui abbiamo già parlato.
  9. Basi analitiche e indicatori di rendimento. È fondamentale che tutti i punti precedenti si basino su statistiche e KPI ben precisi. Lo scopo è individuare gli utenti o i clienti che iniziano a essere meno attivi per poterli coinvolgere di più, ma anche integrare dati fisici o tratti dalla app, dal web e dai social per avere una visione a 360º di ogni cliente e comprendere come fidelizzarlo
  10. Risorse e investimento. La corsa al numero di download acquista sempre più importanza in tutti i progetti, ma serve a ben poco se l’utente smette di usare regolarmente la app. La fidelizzazione deve avere un ruolo centrale in ogni iniziativa di successo.

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